Nella formazione outdoor possiamo classificare oggi tutta una serie di attività formative che vengono svolte all’aria aperta con precise finalità didattiche per sviluppare determinati comportamenti dei partecipanti sotto la conduzione di trainer e tecnici appositamente preparati nelle diverse discipline.
Le attività possono essere semplici esercitazioni all’aperto, esercitazioni svolte in campi permanenti appositamente attrezzati (presso alberghi o centri di formazione) oppure complessi percorsi formativi che si svolgono in sessioni prolungate nel mezzo della natura.
Le attività pratiche svolte all’aperto mettono i partecipanti di fronte a problemi da risolvere attraverso una loro azione diretta, mirando ad un apprendimento che, attraverso una riflessione sui risultati e sulle modalità del loro agire, raggiunga l’obiettivo formativo prefissato, ad esempio: la consapevolezza del proprio livello di fiducia negli altri, una maggiore coesione nel gruppo, una più veloce flessibilità davanti ai cambiamenti.
La formazione outdoor non è quindi da confondere con l’esperienza maturata in situazioni estreme (che possono mettere alcune volte in pericolo le persone) tutte direttamente o indirettamente riconducibili allo spirito e alla pratica dei cosiddetti corsi di sopravvivenza.
In un’esperienza di formazione outdoor, invece, non interessa tanto il reale livello di difficoltà da affrontare, quanto la sua percezione soggettiva e il pieno coinvolgimento emotivo dei partecipanti che possono così essere in grado di mobilitare e mettere in gioco tutte le energie disponibili.
Nella formazione outdoor le attività fisiche sono solo strumenti per rilevare e sviluppare le potenzialità personali e/o del gruppo. Mezzi utili attraverso i quali è possibile far sperimentare determinate situazioni e comportamenti ai partecipanti costruendo loro un forte ancoraggio, anche emotivo, per gli apprendimenti che rappresentano per il trainer l’unico obiettivo al quale riportare tutte le attività svolte.



